Edipo re e la nostra pandemia

Edipo re e la nostra pandemia

Libido Pereundi? International: Immer wieder kommt es zu Anlässen, Beiträge auch in Sprachen außer Deutsch möglichst knapp und konzise zu bieten.

Der nachfolgende Text wurde in Italien und für Italienerinnen und Italiener verfasst. Zugleich gilt er für alle Menschen dieses Globus.

Er enthält folgende Aussagen: Wie zu Beginn der Tragödie König Ödipus von Sophokles werden wir von einer Seuche heimgesucht. Eigentlich wissen wir, woher sie stammt, nämlich von unserem Eindringen in die Lebenswelt der Tiere. Unsere Seuche ist eine Zoonose, ein von den Tieren auf uns übergreifende Krankheit.

Im Unterschied zu Ödipus, der einem Verbrechen auf der Spur ist, für das die Seuche eine Strafe darstellt, weigern wir uns die Ursachen der heutigen Pandemie zu suchen und sie zu ändern.

Ödipus jedoch findet heraus, dass er ungewollt der Mörder seines Vaters war und ungewollt seine Mutter zur Frau hat. Seine Tragödie endet leidvoll, doch später hat Sophokles eine Fortsetzung Ödipus auf Kolonos verfasst, in der sterbende Greis verklärt und von den Göttern aufgenommen wird. Sein tragisches Leiden endet als Erhöhung.

Damit entsteht ein Sinnbild für uns, dass es sich lohnen könnte, sich der Wahrheit auszusetzen, anstatt sie unentdeckt auf sich beruhen zu lassen.

Der folgende Text wurde freundlicherweise von Assunta Verrone und Prof. Dr. Peter Nickl überarbeitet.

Edipo re e la nostra pandemia

Relazione in italiano di Bernhard Taureck

I. Danza macabra?

E il naufragar`m` è dolce in questo mare.“ E’ un sentimento dolce leopardiano, dolce di trovare una relazione verace e di sentirsi tutto nel mare senza limiti, essere tutto nell`universale illimitato. Ora, nel male globale del Covid-19, tra le onde che possono creare rovina, solitudine e la fine di tutta l’interazione umana, al Sì leopardiano si oppone dunque un No pandemico? Da un milione un oscuro fattore fa due milioni di vittime in un breve periodo di sei mesi e vi si aggiunge la paura di essere vittima in una crisi di respirazione. E la guarigione non significa una restauratio ad integrum, perché rimangono infermità al cuore, al sistema nervoso e il sentimento di avere perduto le forze più elementari. Se tutti portano la maschera, si può concludere che tutti si ritengono minacciati e nutrono la loro paura di perdere questa loro vita nella contingenza e nella casualità divenuta universale? Il comico ballo in maschera muta nella danza macabra dell’insolvenza economico-morale?

II. La monarchia democratica

Al inizio dell’ Edipo re di Sofocle la prima parola del monarca democratico al suo popolo è “O figli” (O tékna) . Il re democratico sa che

Tutta (ben vedi)

in grande tempesta è la città, ne il capo

alzar l`è dato dal gorgo profondo

di morte

[…]

nel ventre delle madri, figli,

tutto perisce

[è una]

crudellisima peste (20-30).

Il monarca democratico Edipo non vive fuori del danno, ma ne fa parte. Il fatto che Tebe sia uno stato democratico viene provato dal fatto che Creonte si oppone a Edipo quando questi muta il suo comportamento in uno tirannico

non solo tu; mia parte ho in Tebe anch`io (615).

Il duce democratico e non-fascista si trova dunque nella stessa situazione come tutti coloro che ora decidono di ridurre il danno universale. Lo stesso pericolo di morte è ora uguale per tutti e tutti cercano la stessa protezione contro un nemico più che potente, ma che rimane invisibile.

III. La via di Edipo e la nostra via

Avendo scoperto l`analogia situazionale tra Edipo re e la nostra pandemia, mi chiedo: Dove va Edipo e dove andremo noi? La risposta tragica è chiara: Il monarca democratico cammina verso la rivelazione completa che ha ucciso suo padre e aveva sposato sua madre, aveva agito senza sapere la sua origine. Edipo va dal potere alla sua rovina. Però, il suo camino è il camino della verità e la sua marcia va dal non-sapere alla dolorosa scoperta della sua origine.

E noi? Dove andiamo? Abbiamo la pandemia, però pare che non vogliamo conoscerne le cause concatenate, cioè il nostro rapporto distruttivo con il regno degli animali. Gli animali vivono troppo vicini a noi. Senza la distanza vitale tra regnum hominum e regnum animale ci sarà sempre possibilità di zoonosi e il fuoco globale di contagio.

Edipo vive la catarsi della scoperta della sua verità. Noi possiamo la catena delle cause e continuiamo a fare sempre lo stesso. Edipo scopre le condizioni di possibili della sua sofferenza, noi invece agiamo da vittime. Anche una vaccinazione rimarrà insicura, in quanto il virus sta mutando. E nessuna vaccinazione mette fine al nostro rapporto distruttivo di ambedue i regni. Ecco la nostra domanda, ecco la nostra risposta. E allora? Si tratta di un’opposizione estetica da una parte e della nostra incapacità morale dall’altra parte?

La vaccinazione non si applica al comportamento uomo-animale. In una pubblicazione recente, il medico Professore Alberto Mantovani sta sottolineando una rivoluzione medica causata da un metodo di intelligenza artificiale. Ne siamo già all’inizio. Il medico sta anche criticando il nostro stile di vita e cita Sallustio: “faber est suae quisque fortunae”, ciascuno è artefice della propria sorte (Mantovani 2020, 151).

IV. L’Edipo di Freud

Dietro di esso c’è molto senso. Chi è Edipo? Freud ha riscoperto Edipo nel 1900. E’ un Edipo diverso dal monarca democratico in Sofocle. In Sofocle l’uccisione del padre e la relazione incestuosa con sua madre rimangono necessariamente nascosti, mentre Freud costruisce la libido conflittuale e la relazione incestuosa come punti di partenza. L’Edipo moderno vuol uccidere suo padre e diventare il marito di sua madre. Se in Sofocle c’è il mistero dell’identità di Edipo, in Freud c’è la formazione della coscienza del giovane maschio. Il giovane maschio sta imparando le norme del proibito e del non-proibito. “All is well that ends well”, eccone il nome di una commedia di Shakespeare. Freud ha scoperto la libido del giovane come abisso con risultato stabile, cioè la stabilità sociale sulla base di un comportamento reciproco e morale rispetto al tutto. Edipo comincia impetuosamente per finire moralmente. Freud ha scoperto che anche in Sofocle, Edipo è rimasto giovane e irascibile.

V. Il tragico non è una eccezione

Se, per Freud, il mondo comincia in disordine per finire come ordine, che cosa significa la rivelazione tragica nell’ Edipo di Sofocle? L’interpretazione ne rimane incerta e indecisa. Edipo, tragedia di eccezione umana? Oppure: Edipo mostra la condizione umana in genere?

Senza pandemia globale, senza questo ballo in maschera che si trasforma probabilmente in una danza macabra di sinistra insolvenza economico-morale, la tragedia di Sofocle, scritta tra 428 e 425 a. C., ha questo gusto di eccezione di hybris umana. E il coro finale ne sottolinea la vera eccezione della nostra vita: “Il coro ammonisce i mortali a non stimare felice un uomo prima che non sia pervenuto al termine della sua vita.” (Sofocle 2007, 267). La fine della vita individuale è il termine eccezionale della vita di ciascuno. Dunque, Edipo come eccezione sta mettendo in evidenza lo stato eccezionale per tutte le vite umane. Il pensiero filosofico aveva sempre la tendenza a escludere l’ultimo giorno dall’etica della nostra vita. Michel de Montaigne ne fa eccezione sottolineando l’importanza morale dell’ultimo giorno della nostra vita. La vita è normale con una eccezione, l’ultimo giorno. (Cf. Montaigne, Les essais I.19).

Si deve concludere che l’opposizione tra eccezione e condizione umana non vale. Noi vogliamo purtroppo che quella di Edipo sia una storia eccezionale, una storia senza importanza universale, che finisca come i gialli. Però, la pandemia può avere effetti che vanno al di là della vaccinazione e della medicina di prevenzione, cioè risalgono alla catena delle cause delle zoonosi. Continuiamo a vivere come vittime di un contagio.

Però, fare lo stesso cammino di Edipo re democratico della polis di Tebe non vuol dire altro che la rovina di sé stesso? In tempo di pandemia, non si dovrebbe reagire con un rifiuto. Nessuno vuole la rovina economico-morale. In Sofocle si possono distinguere tre fasi: 1. Successo familiare e politico 2. Ricerca della verità atroce. 3. Suicidio della sua moglie e madre e l’atto in cui Edipo si acceca.

Abbiamo un’interpretazione troppo limitata della tragedia greca se pensiamo che finisce comunque dolorosamente. Al contrario i greci prevedevano sempre due fini opposte, dolore o entusiasmo. La trilogia di Eschilo finisce come entusiasmo perché le furie diventano le “eumenides” che sostengono la polis. Sofocle, a 90 anni, ci ha lasciato la continuazione di “Edipo re” col titolo: Edipo a Colonos. In questa tragedia si tratta anche della guerra in Tebe, della violenza di Creonte e del figlio Polinice. Ma soprattutto, siamo testimoni di una “dignità e una potenza più che umane.” Edipo “muore in modo sereno e mirabile, caro agli dei” (Sofocle 2007, 412). Siamo testimoni di una quarta fase dello sviluppo edipico, la sua santificazione misteriosa.

VI. Il tragico entusiastico

Se esiste una via tragica, abbiamo ragione del nostro confronto colla verità orribile di Edipo e della nostra violentissima relazione nei confronti del regnum animale. Però la via tragica, se rinunciamo al nostro rifiuto della verità, non ci potrebbe regalare finalmente una consolazione illimitata? E forse questo sarà un modello per una società al di là della lotta per il benessere di una classe, e probabilmente per il benessere integrale di tutti.

Letteratura

Mantovani, A., Il fuoco interiore. Il sistema immunitario e l’origine delle malattie, Milan 2020

Michel Eyquem de Montaigne, Oeuvres complètes, Paris 1962

Sofocle, Tutte le tragedie. Traduzione di Felice Bellotti, commento di A. Maddalena e C. T. Novo, Santarcangelo di Romagna 2007

Ein Gedanke zu „Edipo re e la nostra pandemia

  • 15. November 2020 um 1:03 pm
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    Sehr gute Webseite – sehr interessante Berichte!
    Ich hoffe, dass dieser sehr lehrreiche Blog so viele Leser wie moeglich findet!

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